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luc os703Un articolo interessante da punto-informatico.it

Quale migliore occasione della WWDC per mostrare agli sviluppatori, e al resto del mondo, cosa bolle nella pentola del software made in Cupertino. Le novità in cantiere sono parecchie, ma occorrerà attendere settimane o mesi per vederle comparire su schermi e smartphone: per il momento solo gli sviluppatori potranno iniziare a testare le nuove funzioni e integrarle, auspicabilmente, nelle proprie appliczioni. E sia per i PC che per i terminali mobile c'è molto da fare.

iOS 7 è dei due sistemi operativi quello che subisce i cambiamenti più evidenti. Jony Ive, storico designer del rilancio di Apple, è passato al comando anche del team che supervisiona lo sviluppo estetico e funzionale dell'OS mobile, e i cambiamenti si vedono tutti: iOS abbandona lo scheumorfismo, ovvero l'utilizzo di grafiche ricche di texture che cercando di riprodurre l'aspetto e le funzionalità di oggetti tangibili e tradizionali (come un'agenda o una rubrica), per passare a una grafica più essenziale e "piatta", priva cioè di appendici estetiche inutili. Il risultato è qualcosa che assomiglia a Windows Phone miscelato con qualche spruzzo di Android, ed evidentemente Apple deve aver stabilito che alcune delle soluzioni trovate dalla concorrenza potevano risultare utili per svecchiare l'ormai troppo consolidato iOS (pur continuando a biasimare i limiti altrui).

Da Android sembrano ispirate la nuova schermata di blocco del telefono, quella che si mostra non appena si schiaccia un pulsante per riportare in vita il display, e soprattutto il nuovo Control Center: una funzionalità quest'ultima che era richiesta e già da molto tempo disponibile tramite jailbreak, e che costituisce un importante passo in avanti per colmare un gap di funzionalità rispetto alla concorrenza Google. Control Center si richiama scorrendo le dita dal basso dello schermo verso l'alto, e contiene le scorciatoie per attivare e disattivare WiFi, Bluetooth, modalità aereo, regolare la luminosità dello schermo e controllare la riproduzione dei brani musicali contenuti nella app musicale. Ci sono anche le scorciatoie per richiamare delle applicazioni rapidamente. Parallelamente è stato migliorato anche il Centro Notifiche, che ora è visibile anche a schermo bloccato e integra una sorta di riassunto veloce degli impegni della giornata.

Da Windows Phone (e prima ancora da WebOS) sembra invece tratta la nuova modalità multitasking che permette di selezionare un'altra app a cui passare mentre si utilizza il telefono. Non più solo icone quadrate sul fondo dello schermo, ma un'anteprima della schermata per riuscire a selezionare con esattezza dove si vuole saltare. Ma non è solo una questione estetica, visto che anche i meccanismi interni dell'OS ora consentono alle app di aggiornare i dati in esse contenuti in background (quando cioè non sono selezionate e in uso: un fattore che fin qui Apple aveva sempre escluso per evitare consumi anomali della carica residua, ma i tecnici di Cupertino dicono di aver trovato il modo di risolvere la faccenda), in modo tale da avere un meccanismo più coerente di segnalazioni push e contenuti mostrati, non più solo limitato alle app di sistema.

Il desktop dice addio ai felini

OS X 10.9 è il primo della serie che non porta il nome di un "gattone": Mavericks l'hanno chiamato, con un gioco di parole che sfrutta l'utilizzo del termine per gli animali non marchiati (e quindi questo OS non ha un nome di felino) e le onde tipiche della spiaggia dove si tiene una famosa competizione di surf (e non a caso le immagini del nuovo OS comprendono alte onde oceaniche). Da ora in avanti i nomi dovrebbero ricalcare quelli di amene località della California.

Come di consueto da un paio di aggiornamenti a questa parte, OS X non punta tanto sul fattore estetico quanto sui cambiamenti sotto il cofano, mantenendo compatibilità analoga a quella di Mountain Lion. Miglioramenti tecnologici che permettono di aumentare l'autonomia e l'efficienza del PC, come nel caso di Timer Coalescing che implementa e ottimizza la coda dei processi di sistema per eseguirli al momento adatto a minimizzare l'impatto sulla CPU disponibile all'utente e sul consumo di energia, o App Nap che dovrebbe ridurre il footprint energetico delle applicazioni che non sono utilizzate ma stazionano in background. Ovviamente, comunque, Cupertino non perde occasione per mostrare anche qualche nuova funzionalità o aggiornare qualcosa che fino a oggi risultava incompleto.

Fanno poi il loro debutto alcune novità. Mappe è la applicazione analoga a quella di iOS che mette a disposizione informazioni geografiche anche ai Mac, e che fornisce anche dati che possono venire sfruttati da altri software; inoltre è interconnessa con iOS, permettendo (come già accade in alcune app della concorrenza) di fissare tappe e destinazioni sul PC e ritrovarle sullo smartphone. iBooks compie il percorso analogo: i libri acquistati su iTunes possono finalmente essere consultati anche sul Mac, con segnalibri e annotazioni sincronizzati; una mossa non da poco anche e soprattutto in chiave istruzione, dove soprattutto oltreoceano Apple vorrebbe e potrebbe giocare un ruolo importante nella fornitura e l'utilizzo di testi scolastici. Infine, i Tag sono le etichette che Apple vorrebbe gli utenti apponessero su tutti i loro file archiviati in locale e nella nuvola, così da consentire maggiore facilità di organizzazione per i contenuti: uno strumento utile per reperire in un clic tutti i documenti relativi a un tema o un progetto, ma che richiede un minimo di impegno in più per essere sfruttato al meglio.

La nuvola
Una delle nuove funzioni di Mavericks riguarda il Portachiavi iCloud: così come fa Chrome, che garantisce allo stesso utente di poter richiamare le proprie password su tutti i device su cui si registra, anche OS X ora permetterà di tenere credenziali di accesso e informazioni personali per completare moduli online sempre a disposizione su tutti i terminali. Le informazioni sono stivate nella nuvola, cifrate si intende visto che possono comprendere anche numeri di carta di credito, e saranno richiamabili tramite l'apposita API.

Più nel complesso, Apple pare finalmente aver dato maggior senso a iCloud: ora la suite iWork potrà essere utilizzata anche via browser, con i documenti creati nella nuvola che saranno ovviamente anche a disposizione attraverso le app tradizionali sul PC, e facendo concorrenza a Google Apps e Office 365. L'idea è interessante, visto che anche chi utilizza Windows potrà ora approfittare degli strumenti Apple.

Luca Annunziata

 

cit. http://punto-informatico.it/

 

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